Sinusite acuta (rinosinusite acuta): classificazione, sintomi, diagnosi e trattamento
Analisi approfondita della sinusite: classificazione, quadro clinico, metodi diagnostici e tecniche moderne di trattamento della sinusite acuta.
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Tra le infezioni del naso esterno si annoverano le malattie cutanee del naso esterno, il cui fattore eziologico è un’infezione batterica che si sviluppa in presenza di condizioni favorevoli. L’area colpita comprende la pelle, i follicoli piliferi, il tessuto adiposo sottocutaneo; la mucosa rimane intatta.


Nell’insorgenza delle malattie sopra elencate, un ruolo fondamentale è svolto dagli agenti patogeni batterici: stafilococchi (S. aureus, S. epidermidis, S. saprophyticus) e agli streptococchi (β-emolitici di gruppo A). L’infezione si sviluppa in presenza di diversi fattori, come lesioni della pelle (abrasioni, crepe, macerazioni) e una riduzione della reattività generale dell’organismo. In caso di disturbi metabolici (diabete mellito concomitante) e immunodeficienza, decorso estremamente sfavorevole.
L’eczema del naso si sviluppa con una combinazione di diversi fattori scatenanti:
Il foruncolo del naso è un’infezione purulenta-necrotica del follicolo pilifero, della ghiandola sebacea e dei tessuti circostanti (tessuto adiposo sottocutaneo, pelle). Il processo patologico coinvolge la punta, le ali o il vestibolo del naso, così come l’area del labbro superiore. Si deve tenere a mente che il processo è sempre limitato alla pelle e non si estende mai alla mucosa della cavità nasale (a causa dell’assenza di follicoli piliferi).


Quando vengono colpiti più follicoli piliferi situati in un’unica area, si parla di carbonchio.
Il foruncolo è caratterizzato da una progressione a tappe del processo: fase di infiltrazione, fase di ascessualizzazione e fase di guarigione. Nella prima fase si osservano infiltrazione locale, ispessimento e iperemia della pelle nel sito di infiammazione. Al centro dell’infiammazione si trova il fusto del pelo. Dopo alcuni giorni, il processo evolve nella seconda fase: si forma un contenuto purulento con fusione dei tessuti e fluttuazione, che in rari casi può aprirsi spontaneamente.


Durante la guarigione, l’area colpita è riempita di tessuto connettivo. In casi di decorso grave del processo, possono svilupparsi gravi complicazioni come trombosi del seno cavernoso, ascesso cerebrale e sepsi, che a loro volta possono portare a un esito fatale. Il patogenesi è caratterizzato dall’infezione lungo il flusso venoso dalla zona del vestibolo nasale attraverso le vene angolare e oftalmica al seno cavernoso, dove successivamente si forma un trombo.
La sicosi del vestibolo nasale (follicolite) è caratterizzata dall’interessamento esclusivo dei follicoli piliferi (più frequente in gruppo) nella zona del vestibolo nasale o sul labbro superiore; i tessuti sottostanti rimangono integri. Sulla pelle iperemica e infiltrata nell’area di copertura del pelo si formano pustole con contenuto purulento, che si aprono al 2°-3° giorno e successivamente si coprono di croste.
L’eczema del naso è un’infiammazione dell’epidermide ed è caratterizzato da un processo a tappe. Sulla pelle iperemica si formano papule e vescicole, che dopo qualche giorno si aprono rilasciando contenuto sieroso. Entro 1-2 giorni, l’area colpita si ricopre di croste e scaglie, che poi si distaccano spontaneamente, lasciando in alcuni casi un’area di depigmentazione.
Erisipela del naso (lat. erysipelas) è un’infiammazione infettiva della pelle e del tessuto sottocutaneo con coinvolgimento dei vasi linfatici e dei nodi linfatici vicini. La pelle diventa nettamente iperemica, edematosa, calda; i confini dell’area colpita sono chiaramente delineati. In alcuni casi, sulla superficie della pelle si formano bolle sierose o sieroso-emorragiche. I nodi linfatici adiacenti ingrossano.
Il foruncolo del naso nella fase di infiltrazione è caratterizzato da un dolore marcato nel sito di infiammazione (dopo 1-2 giorni il dolore diventa pulsante e aumenta). La pelle è iperemica, i tessuti circostanti sono edematosi. Possono apparire segni di intossicazione generale: debolezza, mal di testa, febbre fino a valori febbrili, aumento dei linfonodi regionali. Dopo 2-3 giorni, con il passaggio del processo alla fase di ascessualizzazione, il paziente nota un significativo miglioramento delle condizioni generali: il dolore diminuisce. Come sopra accennato, il fusto purulento può aprirsi e distaccarsi spontaneamente; in tal caso si nota una secrezione abbondante purulenta o purulenta-emorragica dall’area colpita, e i sintomi di intossicazione generale si risolvono. Durante la guarigione si forma una piccola cicatrice.
In caso di complicazioni, come la trombosi del seno cavernoso, la clinica può variare. I sintomi di intossicazione generale aumentano sempre. I pazienti riferiscono dolore pulsante grave alla testa e agli occhi, nausea, vomito, riduzione della vista; possono verificarsi convulsioni o perdita di coscienza. Le manifestazioni locali si estendono all’area orbitale, accompagnate da esoftalmo, chemosi e ptosi sul lato colpito.
La sicosi del vestibolo nasale è caratterizzata da prurito e bruciore nel sito colpito; si può avvertire tensione della pelle accompagnata da un leggero dolore. La pelle è leggermente iperemica, si notano scarse trasudazioni puntiformi. Successivamente, intorno ai fusti piliferi si formano croste che spesso vengono grattate, favorendo la cronicizzazione del processo con periodi di esacerbazione e remissione. In casi rari si verifica un’intossicazione generale dell’organismo: la temperatura si alza a 38-38,5°C, comparsa di debolezza e aumento dei linfonodi regionali.
L’eczema del naso è più frequentemente caratterizzato da un decorso cronico. Durante il periodo di esacerbazione, insorgono forte prurito e dolore marcato nell’area colpita. Quando le vescicole si aprono, la pelle diventa umida e si ricopre di croste pruriginose. La pelle si ispessisce e la trama cutanea diventa più pronunciata. Il prurito disturba i pazienti a tal punto da causare, in alcuni casi, insonnia.
L’erisipela del naso si manifesta con arrossamento e gonfiore della pelle. L’area colpita ha contorni netti (linea di demarcazione), al tatto si percepisce un dolore acuto, la pelle è calda. In alcuni casi, il coinvolgimento appare ‘a farfalla’, con coinvolgimento della pelle del naso e della regione delle guance su entrambi i lati. In presenza di bolle sierose o sieroso-emorragiche, si aprono spontaneamente formando una superficie umida che successivamente si copre di crosta. Per l’erisipela, soprattutto, sono caratteristiche le manifestazioni di intossicazione acuta con febbre fino a 39–40°C, brividi, debolezza marcata, mal di testa, e talvolta nausea. Al settimo-decimo giorno, con trattamento adeguato, il processo si risolve. In alcuni casi, l’infiammazione può complicarsi con la trombosi del seno cavernoso e la sepsi.
Per la diagnosi si esegue un esame clinico dell’area colpita. Si effettuano valutazioni dei parametri di laboratorio, come l’emocromo (cambiamenti nel numero dei leucociti e nella formula leucocitaria), analisi biochimiche del sangue (PCR, livello di glucosio). È obbligatorio eseguire la coltura batteriologica del materiale prelevato dalla lesione e dei tessuti per determinare il patogeno e la sua sensibilità agli antibiotici. Per eventuali complicazioni, si eseguono la TC e la RM. In aggiunta, possono essere eseguite l’emocoltura per la sterilità e la puntura lombare. Per determinare la causa dell’eczema del naso, in alcuni casi si effettuano test allergologici.
In caso di decorso lieve delle malattie (foruncolo e sicosi) prevale il trattamento locale. Si prescrivono pomate con FANS e antibiotici e si eseguono trattamenti antisettici delle aree colpite per 5-7 giorni fino alla risoluzione dei sintomi. Buoni risultati si osservano con la fisioterapia, in particolare l’irradiazione UV.
Con il progresso del processo (passaggio alla fase di ascessualizzazione) è indicato il trattamento chirurgico — apertura e debridement del sito purulento nel punto di maggiore sporgenza con drenaggio e applicazione di una benda asettica. Successivamente si eseguono regolari medicazioni fino alla completa guarigione.
In alcuni casi, a discrezione del medico (in assenza di efficacia del trattamento locale, intossicazione sistemica grave, decorso prolungato), si prescrivono farmaci antibatterici per via orale per 5-7 giorni tenendo conto della sensibilità.
Durante la fase di guarigione vengono utilizzate pomate cicatrizzanti e rigeneranti.
In presenza di complicazioni è indicato il ricovero d’urgenza.
Nel trattamento dell’eczema, la base è costituita dalla terapia locale. Durante il periodo acuto si utilizzano pomate con glucocorticosteroidi; se la cute è infetta si aggiungono preparazioni combinate con antibiotico. La pelle viene regolarmente trattata con soluzioni antisettiche. Per ridurre il prurito e il graffiare della pelle vengono prescritti antistaminici per via orale; in alcuni casi, anche farmaci sedativi. Durante la guarigione (formazione di croste e squame) si applicano pomate cicatrizzanti e lozioni idratanti. Durante il periodo di remissione la pelle deve essere abbondantemente e regolarmente idratata per prevenire le riacutizzazioni. Ricordiamo che l’eczema è una malattia polietiologica, quindi per un trattamento efficace delle manifestazioni cutanee è necessario trattare le malattie croniche concomitanti.
Per il trattamento dell’erisipela si prescrive necessariamente una terapia antibiotica (farmaci di scelta: penicilline, correggendo in base ai risultati della coltura batteriologica) per via orale o parenterale, a seconda della gravità della condizione, poiché la malattia è incline a recidive e presenta una serie di complicanze gravi. Localmente si praticano trattamenti antisettici della zona colpita, fisioterapia con uso di radiazioni UV.
1. Cos’è il foruncolo del naso e quali sono i suoi rischi?
2. Quali sono le differenze tra il foruncolo e la sicosi del vestibolo nasale?
3. Come riconoscere l’eczema del naso?
4. Cos’è l’erisipela del naso?
5. Come si effettua la diagnosi delle infezioni del naso esterno?
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