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Linfadenopatia

Conosciuto anche come: Linfonodi ingrossati

Linfadenopatia (dal lat. lympha — umidità, dal gr. aden — ghiandola e dal gr. pathos — malattia) è una condizione patologica caratterizzata dall’aumento delle dimensioni di uno o più linfonodi.

È uno dei sindromi clinici più comuni nelle malattie infettive.

Eziologia e fisiopatologia

I linfonodi sono organi periferici del sistema immunitario, che fungono da filtri biologici. Rimuovono dalla linfa vari tipi di cellule patologiche contenenti particelle estranee. Normalmente i linfonodi sono pieni di linfociti T e B ”dormienti”.

Quando un virus o un batterio entra nei tessuti, viene intercettato dai macrofagi di pattugliamento e il liquido tissutale con antigeni estranei defluisce attraverso i vasi linfatici verso il linfonodo più vicino. Lì, gli antigeni vengono presentati ai linfociti.

Si avvia un processo di espansione clonale vigorosa: le cellule immunitarie iniziano a dividersi rapidamente e senza sosta per creare un esercito pronto al combattimento contro l’agente patogeno. Il linfonodo aumenta a causa dell’incremento afflusso di sangue e dell’edema infiammatorio locale.

Linfadenite è un’infadenopatia accompagnata da segni di infiammazione (ad esempio, arrossamento della pelle (eritema), dolore al linfonodo).

Rilevanza clinica

L’infadenopatia è classificata in locale (regionale) e generalizzata:

  • Locale (regionale) — un aumento regionale dei linfonodi indica la presenza di un’infezione locale (ad esempio, i linfonodi sottomandibolari sono un classico segno di angina streptococcica o di un’infezione virale dell’orofaringe);
  • Generalizzata — i linfonodi sono ingrossati in due o più zone indipendenti del corpo (sul collo, nelle ascelle, nell’inguine), ciò indica un’infezione sistemica.

L’infadenopatia generalizzata è un sintomo patognomonico per malattie come l’infezione da HIV, l’infezione da citomegalovirus e l’infezione da virus Epstein-Barr (mononucleosi infettiva).

In assenza di segni evidenti di infezione, una linfadenopatia persistente, indolore e densa, richiede una biopsia per escludere malattie oncoematologiche (linfomi).

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