Infezioni del naso esterno: cause, manifestazioni, diagnostica e trattamento
Afanasyeva D.Odontoiatra, MD
10 minuti di lettura·Aprile 04, 2025
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Tra le infezioni del naso esterno si annoverano le malattie cutanee del naso esterno, il cui fattore eziologico è un’infezione batterica che si sviluppa in presenza di condizioni favorevoli. L’area colpita comprende la pelle, i follicoli piliferi, il tessuto adiposo sottocutaneo; la mucosa rimane intatta.
Naso esterno
Classificazione
Foruncolo del naso:
fase di infiltrazione;
fase di ascessualizzazione.
Animazione 3D – Foruncolo del naso, stadio di ascessualizzazione
Altre malattie:
sicosi del vestibolo nasale;
eczema del naso;
erisipela del naso.
Eziologia
Nell’insorgenza delle malattie sopra elencate, un ruolo fondamentale è svolto dagli agenti patogeni batterici: stafilococchi (S. aureus, S. epidermidis, S. saprophyticus) e agli streptococchi (β-emolitici di gruppo A). L’infezione si sviluppa in presenza di diversi fattori, come lesioni della pelle (abrasioni, crepe, macerazioni) e una riduzione della reattività generale dell’organismo. In caso di disturbi metabolici (diabete mellito concomitante) e immunodeficienza, decorso estremamente sfavorevole.
L’eczema del naso si sviluppa con una combinazione di diversi fattori scatenanti:
macerazione della pelle a causa del contenuto patologico (in presenza di un’infezione cronica della cavità nasale o dei seni paranasali);
Il foruncolo del naso è un’infezione purulenta-necrotica del follicolo pilifero, della ghiandola sebacea e dei tessuti circostanti (tessuto adiposo sottocutaneo, pelle). Il processo patologico coinvolge la punta, le ali o il vestibolo del naso, così come l’area del labbro superiore. Si deve tenere a mente che il processo è sempre limitato alla pelle e non si estende mai alla mucosa della cavità nasale (a causa dell’assenza di follicoli piliferi).
Foruncolo del naso (fase di infiltrazione) – modello 3D
Quando vengono colpiti più follicoli piliferi situati in un’unica area, si parla di carbonchio.
Il foruncolo è caratterizzato da una progressione a tappe del processo: fase di infiltrazione, fase di ascessualizzazione e fase di guarigione. Nella prima fase si osservano infiltrazione locale, ispessimento e iperemia della pelle nel sito di infiammazione. Al centro dell’infiammazione si trova il fusto del pelo. Dopo alcuni giorni, il processo evolve nella seconda fase: si forma un contenuto purulento con fusione dei tessuti e fluttuazione, che in rari casi può aprirsi spontaneamente.
Foruncolo del vestibolo nasale (fase di ascessualizzazione) – modello 3D
Durante la guarigione, l’area colpita è riempita di tessuto connettivo. In casi di decorso grave del processo, possono svilupparsi gravi complicazioni come trombosi del seno cavernoso, ascesso cerebrale e sepsi, che a loro volta possono portare a un esito fatale. Il patogenesi è caratterizzato dall’infezione lungo il flusso venoso dalla zona del vestibolo nasale attraverso le vene angolare e oftalmica al seno cavernoso, dove successivamente si forma un trombo.
La sicosi del vestibolo nasale (follicolite) è caratterizzata dall’interessamento esclusivo dei follicoli piliferi (più frequente in gruppo) nella zona del vestibolo nasale o sul labbro superiore; i tessuti sottostanti rimangono integri. Sulla pelle iperemica e infiltrata nell’area di copertura del pelo si formano pustole con contenuto purulento, che si aprono al 2°-3° giorno e successivamente si coprono di croste.
L’eczema del naso è un’infiammazione dell’epidermide ed è caratterizzato da un processo a tappe. Sulla pelle iperemica si formano papule e vescicole, che dopo qualche giorno si aprono rilasciando contenuto sieroso. Entro 1-2 giorni, l’area colpita si ricopre di croste e scaglie, che poi si distaccano spontaneamente, lasciando in alcuni casi un’area di depigmentazione.
Erisipela del naso (lat. erysipelas) è un’infiammazione infettiva della pelle e del tessuto sottocutaneo con coinvolgimento dei vasi linfatici e dei nodi linfatici vicini. La pelle diventa nettamente iperemica, edematosa, calda; i confini dell’area colpita sono chiaramente delineati. In alcuni casi, sulla superficie della pelle si formano bolle sierose o sieroso-emorragiche. I nodi linfatici adiacenti ingrossano.
Manifestazioni Cliniche
Il foruncolo del naso nella fase di infiltrazione è caratterizzato da un dolore marcato nel sito di infiammazione (dopo 1-2 giorni il dolore diventa pulsante e aumenta). La pelle è iperemica, i tessuti circostanti sono edematosi. Possono apparire segni di intossicazione generale: debolezza, mal di testa, febbre fino a valori febbrili, aumento dei linfonodi regionali. Dopo 2-3 giorni, con il passaggio del processo alla fase di ascessualizzazione, il paziente nota un significativo miglioramento delle condizioni generali: il dolore diminuisce. Come sopra accennato, il fusto purulento può aprirsi e distaccarsi spontaneamente; in tal caso si nota una secrezione abbondante purulenta o purulenta-emorragica dall’area colpita, e i sintomi di intossicazione generale si risolvono. Durante la guarigione si forma una piccola cicatrice.
In caso di complicazioni, come la trombosi del seno cavernoso, la clinica può variare. I sintomi di intossicazione generale aumentano sempre. I pazienti riferiscono dolore pulsante grave alla testa e agli occhi, nausea, vomito, riduzione della vista; possono verificarsi convulsioni o perdita di coscienza. Le manifestazioni locali si estendono all’area orbitale, accompagnate da esoftalmo, chemosi e ptosi sul lato colpito.
La sicosi del vestibolo nasale è caratterizzata da prurito e bruciore nel sito colpito; si può avvertire tensione della pelle accompagnata da un leggero dolore. La pelle è leggermente iperemica, si notano scarse trasudazioni puntiformi. Successivamente, intorno ai fusti piliferi si formano croste che spesso vengono grattate, favorendo la cronicizzazione del processo con periodi di esacerbazione e remissione. In casi rari si verifica un’intossicazione generale dell’organismo: la temperatura si alza a 38-38,5°C, comparsa di debolezza e aumento dei linfonodi regionali.
L’eczema del naso è più frequentemente caratterizzato da un decorso cronico. Durante il periodo di esacerbazione, insorgono forte prurito e dolore marcato nell’area colpita. Quando le vescicole si aprono, la pelle diventa umida e si ricopre di croste pruriginose. La pelle si ispessisce e la trama cutanea diventa più pronunciata. Il prurito disturba i pazienti a tal punto da causare, in alcuni casi, insonnia.
L’erisipela del naso si manifesta con arrossamento e gonfiore della pelle. L’area colpita ha contorni netti (linea di demarcazione), al tatto si percepisce un dolore acuto, la pelle è calda. In alcuni casi, il coinvolgimento appare ‘a farfalla’, con coinvolgimento della pelle del naso e della regione delle guance su entrambi i lati. In presenza di bolle sierose o sieroso-emorragiche, si aprono spontaneamente formando una superficie umida che successivamente si copre di crosta. Per l’erisipela, soprattutto, sono caratteristiche le manifestazioni di intossicazione acuta con febbre fino a 39–40°C, brividi, debolezza marcata, mal di testa, e talvolta nausea. Al settimo-decimo giorno, con trattamento adeguato, il processo si risolve. In alcuni casi, l’infiammazione può complicarsi con la trombosi del seno cavernoso e la sepsi.
Diagnosi
Per la diagnosi si esegue un esame clinico dell’area colpita. Si effettuano valutazioni dei parametri di laboratorio, come l’emocromo (cambiamenti nel numero dei leucociti e nella formula leucocitaria), analisi biochimiche del sangue (PCR, livello di glucosio). È obbligatorio eseguire la coltura batteriologica del materiale prelevato dalla lesione e dei tessuti per determinare il patogeno e la sua sensibilità agli antibiotici. Per eventuali complicazioni, si eseguono la TC e la RM. In aggiunta, possono essere eseguite l’emocoltura per la sterilità e la puntura lombare. Per determinare la causa dell’eczema del naso, in alcuni casi si effettuano test allergologici.
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Trattamento delle infezioni del naso esterno
In caso di decorso lieve delle malattie (foruncolo e sicosi) prevale il trattamento locale. Si prescrivono pomate con FANS e antibiotici e si eseguono trattamenti antisettici delle aree colpite per 5-7 giorni fino alla risoluzione dei sintomi. Buoni risultati si osservano con la fisioterapia, in particolare l’irradiazione UV.
Con il progresso del processo (passaggio alla fase di ascessualizzazione) è indicato il trattamento chirurgico — apertura e debridement del sito purulento nel punto di maggiore sporgenza con drenaggio e applicazione di una benda asettica. Successivamente si eseguono regolari medicazioni fino alla completa guarigione.
In alcuni casi, a discrezione del medico (in assenza di efficacia del trattamento locale, intossicazione sistemica grave, decorso prolungato), si prescrivono farmaci antibatterici per via orale per 5-7 giorni tenendo conto della sensibilità.
Durante la fase di guarigione vengono utilizzate pomate cicatrizzanti e rigeneranti.
In presenza di complicazioni è indicato il ricovero d’urgenza.
Nel trattamento dell’eczema, la base è costituita dalla terapia locale. Durante il periodo acuto si utilizzano pomate con glucocorticosteroidi; se la cute è infetta si aggiungono preparazioni combinate con antibiotico. La pelle viene regolarmente trattata con soluzioni antisettiche. Per ridurre il prurito e il graffiare della pelle vengono prescritti antistaminici per via orale; in alcuni casi, anche farmaci sedativi. Durante la guarigione (formazione di croste e squame) si applicano pomate cicatrizzanti e lozioni idratanti. Durante il periodo di remissione la pelle deve essere abbondantemente e regolarmente idratata per prevenire le riacutizzazioni. Ricordiamo che l’eczema è una malattia polietiologica, quindi per un trattamento efficace delle manifestazioni cutanee è necessario trattare le malattie croniche concomitanti.
Per il trattamento dell’erisipela si prescrive necessariamente una terapia antibiotica (farmaci di scelta: penicilline, correggendo in base ai risultati della coltura batteriologica) per via orale o parenterale, a seconda della gravità della condizione, poiché la malattia è incline a recidive e presenta una serie di complicanze gravi. Localmente si praticano trattamenti antisettici della zona colpita, fisioterapia con uso di radiazioni UV.
FAQ
1. Cos’è il foruncolo del naso e quali sono i suoi rischi?
Il foruncolo del naso è un’infiammazione purulenta-necrotica del follicolo pilifero e dei tessuti circostanti. Il rischio risiede nel potenziale contagio alle vene cerebrali, il che può portare a trombosi del seno cavernoso, ascesso cerebrale o sepsi.
2. Quali sono le differenze tra il foruncolo e la sicosi del vestibolo nasale?
Il foruncolo è un’infiammazione purulenta solitaria, mentre la sicosi è una lesione cronica dei follicoli piliferi, spesso raggruppati, caratterizzata dalla formazione di croste e dalla tendenza alle recidive.
3. Come riconoscere l’eczema del naso?
L’eczema del naso si manifesta con arrossamenti della pelle, formazione di papule e vescicole, prurito, macerazione e desquamazione. Spesso presenta un decorso cronico ed è accompagnato da periodi di riacutizzazione.
4. Cos’è l’erisipela del naso?
L’erisipela (erysipelas) è un’infiammazione infettiva acuta della pelle con edema, arrossamento e aumento della temperatura. La lesione ha confini netti e può essere accompagnata da sintomi generali di intossicazione.
5. Come si effettua la diagnosi delle infezioni del naso esterno?
La diagnosi include un esame clinico, un’analisi del sangue completa e biochimica, una coltura batteriologica, e in caso di complicanze una TC, una RMN e una coltura del sangue per la sterilità.
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