Blefaroplastica: tipologia, indicazioni, controindicazioni, fasi dell’intervento chirurgico e complicazioni
Shubenok P.Dermatologo, estetista, MD
9 minuti di lettura·Aprile 16, 2026
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La blefaroplastica è un intervento di chirurgia plastica indicato per correggere i cambiamenti legati all’età, anatomici o funzionali, nella regione periorbitale. L’intervento chirurgico prevede l’asportazione dell’eccesso di cute delle palpebre, la correzione delle ernie adipose, la redistribuzione o la preservazione delle borse adipose e, se necessario, il rafforzamento dell’apparato muscolo-legamentoso. L’area periorbitale è caratterizzata da una cute sottile, da una ricca rete vascolare e da un’anatomia complessa, che richiedono una tecnica chirurgica precisa. La blefaroplastica è uno degli interventi di chirurgia estetica del viso più frequenti.
Animazione 3D – Blefaroplastica
Caratteristiche anatomiche e fisiologiche della regione periorbitale
La regione periorbitale è caratterizzata da:
pelle sottile (da 3 a 5 volte più sottile rispetto alle altre zone del viso);
minima quantità di tessuto adiposo sottocutaneo;
marcata rete vascolare;
apparato muscolo-legamentoso.
Tali caratteristiche anatomiche e fisiologiche predispongono ai cambiamenti successivi:
comparsa precoce di rughe e pliche cutanee;
formazione di dermatocalasi (cedimento della cute della palpebra superiore);
rapido sviluppo di edemi ed ematomi;
prolasso del tessuto adiposo orbitale (borse sotto gli occhi);
formazione delle occhiaie;
depressione del solco nasolacrimale;
lassità palpabrale e alterazione del contorno palpebrale;
sviluppo di disturbi funzionali (riduzione del campo visivo, lagoftalmo o ectropion).
Tali cambiamenti possono avere rilevanza sia estetica che funzionale (ad esempio, la riduzione del campo visivo in caso di cedimento della palpebra superiore).
Tipologia di blefaroplastica
1. Blefaroplastica superiore
Viene eseguita in caso di un eccesso di pelle sulla palpebra superiore e prolasso delle borse adipose. L’incisione viene praticata nella piega naturale della palpebra, così da lasciare una cicatrice quasi invisibile.
2. Blefaroplastica inferiore
Questa tecnica consente di eliminare le borse sotto gli occhi e i solchi nasolacrimali. Esistono due tipi di blefaroplastica inferiore:
transcutanea (classica): l’incisione viene eseguita lungo il margine ciliare. Consente di rimuovere l’eccesso di pelle e di correggere le ernie adipose;
transcongiuntivale: l’accesso viene eseguito attraverso la congiuntiva, senza incisione esterna della cute. È indicata in assenza di un eccesso di cute, soprattutto nei pazienti più giovani.
3. Blefaroplastica completa
Correzione delle palpebre superiori e inferiori in un unico intervento chirurgico.
4. Blefaroplastica etnica
È indicata per la formazione di una piega sovratarsale e per la correzione dell’epicanto nei pazienti di origine asiatica.
Indicazioni per la blefaroplastica
Indicazioni estetiche:
eccesso di cute delle palpebre superiori;
ernie adipose delle palpebre superiori e inferiori;
depressione del solco nasolacrimale;
cambiamenti nell’area periorbitale legati all’età (ptosi dei tessuti, perdita di turgore della pelle e rughe);
asimmetria palpebrale;
deformità palpebrale post-traumatica e post-operatoria.
Indicazioni funzionali:
riduzione del campo visivo dovuta alla dermatocalasi;
steatoblefaro;
sensazione di pesantezza palpebrale;
rotazione verso l’interno di una palpebra (entropion);
rotazione verso l’esterno di una palpebra (ectropion);
lagoftalmo;
deformità cicatriziali delle palpebre;
incompleta chiusura palpebrale.
Controindicazioni all’intervento chirurgico
Controindicazioni assolute:
malattie somatiche scompensate;
disturbi gravi della coagulazione del sangue;
infiammazione attiva agli occhi e alle palpebre;
neoplasie maligne.
Controindicazioni relative:
sindrome dell’occhio secco;
glaucoma;
diabete mellito nella fase di subcompenso;
malattie autoimmune;
disturbi mentali.
Principali fasi della blefaroplastica completa
La blefaroplastica completa prevede la correzione simultanea delle palpebre superiori e inferiori. L’intervento viene eseguito in anestesia locale con sedazione endovenosa o in anestesia generale, a seconda dell’estensione dell’intervento e delle caratteristiche specifiche del paziente.
Preparazione pre-operatoria. Include la raccolta dell’anamnesi generale, una visita oftalmologica con valutazione obbligatoria della funzione lacrimale e un esame clinico. Una valutazione complessa dello stato somatico, delle caratteristiche anatomiche e dello stato funzionale delle palpebre permette di ridurre il rischio di complicazioni e di stabilire l’entità ottimale dell’intervento di correzione chirurgica.
Marcatura pre-operatoria. Viene eseguita con il paziente in posizione seduta o in piedi, tenendo conto dei reperi anatomici, del grado di dermatocalasi, della posizione delle sopracciglia, della presenza di ernie adipose e del tono della palpebra inferiore. Si definiscono le linee di incisione e la quantità di tessuto da asportare.
Anestesia per infiltrazione (se l’intervento viene eseguito in anestesia locale). Si procede all’infiltrazione dell’anestetico locale con vasocostrittore nei diversi piani tissutali, al fine di garantire un’adeguata analgesia e ridurre la perdita ematica intraoperatoria.
Incisioni:
sulla palpebra superiore, lungo la piega naturale della cute;
sulla palpebra inferiore, con accesso sottociliare o transcongiuntivale.
Dissezione tissutale. Si procede con una separazione accurata del tessuto, preservando le strutture anatomiche e valutando lo stato del setto orbitario e del muscolo orbicolare dell’occhio.
Correzione delle borse adipose. È possibile eseguire la resezione, la redistribuzione e la riposizione del grasso orbitario (soprattutto nella zona del solco nasolacrimale) per creare un passaggio fluido tra palpebra e guancia.
Rimozione della cute in eccesso. L’estensione della resezione è rigorosamente calibrata per prevenire il lagoftalmo e la retrazione della palpebra inferiore.
Fasi supplementari (secondo le indicazioni):
la cantopessi o la cantoplastica in caso di perdita del tono della palpebra inferiore;
rafforzamento del tendine del canto laterale;
combinazione con lipofiling periorbitale.
Emostasi accurata. Il controllo dell’emorragia viene eseguito in ogni fase dell’intervento chirurgico per minimizzare il rischio di ematomi.
Suture estetiche. Si utilizzano fili atraumatici sottili. I punti di sutura vengono applicati in modo da ridurre al minimo la formazione di cicatrici e preservare la piega naturale della palpebra.
L’intervento chirurgico può durare da 30 a 120 minuti.
Periodo post-operatorio
Il periodo post-operatorio precoce può manifestarsi con:
edema;
ematomi;
moderata dolorabilità;
secchezza oculare temporanea.
I punti di sutura vengono rimossi al 4-6 giorno. La riabilitazione completa richiede circa un mese. Il risultato estetico definitivo può essere valutato solo dopo 3-6 mesi dalla completa cicatrizzazione.
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Complicazioni
Precoci:
ematomi;
edema;
complicazioni infettive.
Tardive:
ematomi;
lagoftalmo;
ectropion (rotazione verso l’esterno della palpebra inferiore);
asimmetria;
sindrome dell’occhio secco;
alterazioni cicatriziali.
L’incidenza delle complicanze è minima, a condizione di un’accurata selezione dei pazienti e di una corretta esecuzione della tecnica chirurgica.
FAQ
1. Che cos’è la blefaroplastica e quali risultati è possibile ottenere?
La blefaroplastica è la correzione chirurgica delle palpebre per eliminare i cambiamenti anatomici e quelli legati all’età. Questo intervento consente di eliminare l’aspetto appesantito dello sguardo, l’eccesso di cute (dermatocalasi) e le ernie adipose (borse). Come risultato, il viso appare più giovane e riposato.
2. A chi è indicata la blefaroplastica transcongiuntivale?
Questa tecnica è consigliata ai pazienti, spesso giovani, che presentano ernie adipose marcate sotto gli occhi, ma senza eccesso di cute. Il suo principale vantaggio è l’incisione sulla parte interna della palpebra, ovvero sulla mucosa, che permette di evitare cicatrici visibili all’esterno.
3. Quali segni di invecchiamento delle palpebre indicano la necessità di un intervento chirurgico?
Tra le indicazioni principali rientrano il cedimento della cute della palpebra superiore, le borse sotto gli occhi, la depressione del solco nasolacrimale e la perdita del tono delle palpebre. In alcuni casi, la chirurgia viene eseguita su indicazione medica quando una palpebra cadente inizia a ridurre il campo visivo.
4. Quanto dura la riabilitazione e quando vengono rimossi i punti di sutura?
L’edema principale e l’ecchimosi scompaiono entro 7-14 giorni. I punti di sutura vengono rimossi precocemente, tra il quarto e il sesto giorno. Il recupero completo dei tessuti avviene nell’arco di 3-6 mesi, quando la cicatrice è completamente guarita. In questo periodo è importante proteggere gli occhi dal sole ed evitare ogni attività fisica.
5. In quale tipo di anestesia viene solitamente eseguita la chirurgia plastica delle palpebre?
La scelta dipende dall’estensione dell’intervento. Nella maggior parte dei casi, la correzione delle sole palpebre superiori o inferiori viene eseguita in anestesia locale con sedazione. Il paziente rimane rilassato e non avverte dolore. Nella blefaroplastica completa, che interessa tutte e quattro le palpebre, si ricorre invece all’anestesia generale.
6. L’intervento chirurgico può risolvere il problema delle occhiaie?
Sì, a condizione che siano causate dall’ombra delle ernie adipose o dal solco nasolacrimale profondo. In questi casi, il chirurgo ridistribuisce le borse adipose, regolando il loro rilievo, in modo da ottenere un passaggio più fluido tra palpebra e guancia.
7. Esistono controindicazioni assolute per la blefaroplastica?
Sì, l’intervento è sconsigliato in caso di infiammazioni oculari attive, disturbi della coagulazione, malattie oncologiche e cardiopatie scompensate. Tra le limitazioni relative, vi sono la sindrome dell’occhio secco e il glaucoma: in questi casi, è obbligatoria una visita dall’oftalmologo.
8. Quali sono i potenziali rischi e complicazioni nel periodo post-operatorio?
Le manifestazioni temporanee comuni sono l’edema e la secchezza oculare. Tra le complicazioni specifiche rare, invece, ci sono l’incompleta chiusura palpebrale (lagoftalmo) e la rotazione verso l’esterno della palpebra inferiore (ectropion). I rischi sono minimi se viene utilizzata la tecnica corretta e se il volume di cute da asportare viene calcolato correttamente.
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