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Saggio immunoenzimatico

Conosciuto anche come: ELISA

Il saggio immunoenzimatico, ELISA (dal latino immunitas — liberazione, affrancamento da qualcosa e fermentum — fermento) è un metodo fondamentale di diagnostica sierologica di laboratorio, basato sulla reazione specifica di legame tra antigene e anticorpo.

A differenza della PCR, che rileva il materiale genetico del virus, l’ELISA è utilizzato più frequentemente per rilevare la traccia immunologica (anticorpi) lasciata dal virus nell’organismo del paziente.

Eziologia e fisiopatologia

Il metodo si basa sul principio del riconoscimento molecolare «chiave-serratura». Il processo diagnostico comprende le seguenti fasi:

  1. il produttore applica preventivamente sul fondo dei pozzetti di una speciale micropiastra di plastica antigeni purificati del virus di interesse (ad esempio, il virus del morbillo);
  2. si aggiunge il siero sanguigno del paziente (se la persona è affetta o è stata affetta da morbillo, nel suo sangue sono presenti anticorpi che si legano saldamente agli antigeni sul fondo del pozzetto);
  3. per visualizzare questo processo, nel pozzetto vengono aggiunti anticorpi secondari ai quali è coniugato chimicamente un enzima; essi si legano al complesso già formatosi;
  4. nella fase finale viene aggiunto un substrato rivelatore.

L’enzima scinde il substrato, modificando la colorazione del liquido nel pozzetto. Quanto più intensa è la colorazione (densità ottica), tanto maggiore è la concentrazione (titolo) degli anticorpi nel sangue del paziente.

Rilevanza clinica

L’ELISA è lo strumento principale per determinare lo stadio del processo infettivo. Consente al medico non solo di confermare il contatto del paziente con l’infezione, ma anche di distinguere gli anticorpi per classe (IgM, IgG, IgA) e di determinarne l’avidità (forza di legame).

Con il metodo ELISA si eseguono:

  • lo screening del sangue donato — per HIV, epatiti e sifilide;
  • i test nelle donne in gravidanza (complesso TORCH) — per valutare il rischio di infezione intrauterina del feto.

Se l’ELISA dà un risultato positivo per gli anticorpi contro una nuova infezione, la diagnosi richiede spesso la conferma mediante metodi più complessi (ad esempio, immunoblotting o PCR).

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