Colecistite: eziologia, classificazione, sintomi, diagnosi e trattamento
Filatov A.Chirurgo addominale, MD
10 minuti di lettura·Ottobre 30, 2025
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La colecistite è una malattia caratterizzata dall’infiammazione della colecisti, causata dalla sua ostruzione, generalmente dovuta alla presenza di calcoli (colecistite litiasica), da un’alterazione del deflusso della bile o da altri fattori (colecistite alitiasica).
Classificazione della colecistite
In base al decorso della malattia
Acuta
Cronica
Colecistite acuta catarrale in presenza della calcolosi biliare – Modello 3DColecistite cronica non in fase di riacutizzazione associata alla calcolosi biliare – Modello 3D
In base all’eziologia
Litisiaca
Alitisiaca
Colecistite acuta litisiaca catarrale – Modello 3DColecistite acuta catarrale senza litiasi biliare – Modello 3D
In base alla forma clinico-morfologica
Catarrale
Flemmonosa
Enfisematosa
Modelli 3D delle colecistiti in base alla forma clinico-morfologica:
Colecistite acuta catarrale
Colecistite acuta flemmonosa
Colecistite acuta enfisematosa
In base alla gravità
Decorso lieve (moderati fenomeni infiammatori nella colecisti).
Decorso moderato (infiammazione della colecisti che persiste per più di 72 ore e alterazioni distruttive della sua parete).
Decorso grave (distruzione completa della colecisti con segni di insufficienza multiorgano).
Eziologia e patogenesi delle colecistiti
L’infiammazione della parete della colecisti si sviluppa in risposta all’azione di fattori lesivi.
In base ai fattori causali, si distinguono la colecistite litiasica e la colecistite alitiasica.
Colecistite litiasica
La colecistite litiasica si sviluppa in presenza di litiasi biliare, quando un calcolo o un gruppo di calcoli ostruisce il dotto cistico o il collo della colecisti. L’ostruzione provoca un aumento della pressione intravescicale, un danno alla mucosa della colecisti e un’alterazione locale del trofismo della sua parete, con conseguente rilascio di sostanze biologicamente attive e di mediatori dell’infiammazione.
Numerosi calcoli nella colecisti, alcuni dei quali localizzati nel dotto cistico – Modello 3D
L’infezione batterica è riscontrata solo nel 50–75% dei casi di colecistite associata alla calcolosi biliare. I microrganismi riscontrati con maggiore frequenza sono i batteri Gram-negativi (E. coli, Klebsiella spp., Pseudomonas spp. ed Enterobacter spp.), i batteri Gram-positivi (Enterococcus spp. e Streptococcus spp.) e i batteri anaerobi (Clostridium spp.).
Colecistite alitiasica
La colecistite alitiasica si sviluppa in presenza di un disturbo della capacità contrattile della colecisti, di infezione ematogena, di malattie sistemiche, di infezioni intestinali o di patologia congenita delle vie biliari (come la cisti del coledoco). Tutti questi fattori contribuiscono all’infiammazione della parete della colecisti secondo lo stesso meccanismo della colecistite litiasica.
Quadro clinico della colecistite
Le manifestazioni cliniche della colecistite sono varie e includono le seguenti sindromi:
dolore;
dispepsia;
infiammazione;
sindrome peritonitica;
ittero ostruttivo.
La sindrome dolorosa è caratterizzata da un attacco di colica biliare. L’attacco può risolversi spontaneamente oppure dopo l’assunzione di farmaci antispastici. Il dolore è intenso e si localizza all’ipocondrio destro. In alcuni casi, il dolore può irradiarsi alle regioni adiacenti, come la zona lombare, la scapola o la spalla. Con l’evoluzione della malattia, il dolore può intensificarsi e possono manifestarsi anche i sintomi di irritazione del peritoneo (sintomi peritoneali).
In presenza della sindrome dolorosa possono inoltre manifestarsi disturbi dispeptici, come nausea, vomito e sapore amaro in bocca. Il vomito di solito non migliora la situazione e può manifestarsi una o più volte.
Nelle prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi, il paziente può notare un aumento della temperatura corporea fino a valori subfebbrili; con l’evolversi della malattia, a valori febbrili.
Durante l’esame obiettivo di tali pazienti, è importante prestare attenzione alla presenza di ittero della cute, delle sclere e delle mucose. Spesso si osservano urine scure e feci ipocoliche. Tali condizioni compaiono in caso di ostruzione del sistema epatobiliare da un calcolo.
Numerosi calcoli nella colecisti e nel coledoco – Modello 3D
Diagnosi delle colecistiti
La diagnosi della malattia si basa sui seguenti metodi di esame clinico, di laboratorio e strumentale:
tecniche di esame clinico: visita medica, misurazione della temperatura corporea, rilevazione della frequenza cardiaca (FC) e della frequenza respiratoria (FR), misurazione della pressione arteriosa (PA) e palpazione dell’addome.
metodi di esame clinico-laboratoristico: emocromo completo, esame completo delle urine ed esami biochimici del sangue (profilo epatico, marcatori dell’infiammazione ed elettroliti). Nei pazienti in condizioni gravi può essere effettuata la valutazione dell’equilibrio acido-base.
metodi di diagnostica strumentale: ecografia, radiografia panoramica dell’addome e del torace, tomografia computerizzata (TC) e fibrogastroduodenoscopia.
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Trattamento delle colecistiti
Le tecniche di trattamento si distinguono in conservative e operative.
Tecniche conservative
Il trattamento conservativo mira a risolvere una condizione acuta e preparare il paziente al trattamento chirurgico successivo.
Per il trattamento della sindrome dolorosa vengono utilizzati farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e antispastici.
Per la disintossicazione, invece, si utilizza la terapia per infusione per ripristinare l’equilibrio idrico.
In caso di segni di infezione batterica, si prescrivono antibiotici tenendo conto della sensibilità della microflora e dell’eventuale anamnesi allergologica del paziente.
Tecniche chirurgiche
La rimozione chirurgica della colecisti (colecistectomia) è il principale metodo di trattamento.
In caso di risposta positiva alla terapia conservativa e di decorso non complicato della colecistite acuta, si procede con una colecistectomia programmata. Se invece la terapia conservativa non dà esiti positivi e la malattia progredisce, è indicata una colecistectomia d’urgenza. I tempi più adeguati per un intervento chirurgico sono le prime 24-72 ore dall’inizio della malattia.
Le due principali tecniche chirurgiche per eseguire l’intervento sono:
la colecistectomia laparoscopica, che consiste nell’asportazione della colecisti attraverso piccole incisioni nella parete addominale (considerata lo standard d’oro);
la colecistectomia aperta, che prevede l’asportazione attraverso un tradizionale taglio nell’ipocondrio destro.
FAQ
1. Che cosa sono la colecistite litiasica e la colecistite alitiasica e quali sono le loro cause?
La colecistite è un’infiammazione della colecisti. La forma più comune è la colecistite litiasica, che si sviluppa a causa dei calcoli nel lume della colecisti, con ostruzione del dotto cistico nella colecistite acuta (o senza ostruzione nella colecistite cronica). La colecistite alitiasica è meno frequente e si sviluppa in assenza di calcoli, a causa di un disturbo della motilità della colecisti, a seguito di infezioni gravi o di una compromissione della circolazione sanguigna.
2. Quali sono i sintomi della colecistite e come si manifesta nella fase acuta?
I principali sintomi comprendono episodi di forte dolore nell’ipocondrio destro (colica biliare), nausea, vomito e febbre. La riacutizzazione della colecistite cronica si manifesta con gli stessi sintomi di un attacco acuto, ma spesso con un’intensità minore. Possono inoltre manifestarsi sapore amaro in bocca e, in caso di compromissione del deflusso biliare, urine scure e ittero cutaneo.
3. Quali sono le possibili complicanze della colecistite e quali rischi comporta?
Il rischio principale della malattia è lo sviluppo di gravi complicanze. Un’infiammazione può evolvere in forme distruttive, quali la colecistite flemmonosa e quella enfisematosa, o addirittura la perforazione della parete della colecisti, con conseguente rischio di peritonite e insufficienza multiorgano, potenzialmente letale.
4. Qual è il trattamento per la colecistite? È possibile guarire definitivamente?
Secondo i moderni approcci clinici, il trattamento inizia con una terapia conservativa per alleviare l’attacco acuto che prevede l’uso di antispastici, analgesici e antibiotici. Tuttavia, l’unico modo per curare definitivamente la colecistite litiasica è la rimozione chirurgica della colecisti (colecistectomia), che permette di previene le recidive e le complicanze.
5. Quali tecniche diagnostiche di laboratorio e strumentali vengono utilizzate per diagnosticare la colecistite?
La diagnosi prevede esami del sangue e metodi diagnostici strumentali. L’ecografia addominale è considerata il “gold standard”, in quanto permette di evidenziare l’ispessimento della parete della colecisti, la presenza di calcoli e altri segni caratteristici. Nei casi più complessi si ricorre alla TC.
6. Un attacco di colecistite può risolversi spontaneamente?
Il dolore (colica biliare) può effettivamente attenuarsi temporaneamente, ma ciò non significa che la malattia sia guarita. L’infiammazione della colecisti persiste e, in assenza di trattamento, la malattia può peggiorare, aumentando il rischio di complicanze.
7. Quale regime alimentare è indicato nella colecistite acuta e cronica?
Il regime alimentare è un elemento fondamentale del trattamento. Durante la riacutizzazione della colecistite, è indicato il digiuno, seguito da un regime alimentare terapeutico rigoroso (n. 5 o P/P), che prevede l’esclusione di cibi grassi, fritti, piccanti e alcolici. Le stesse restrizioni sono raccomandate anche nella colecistite cronica al di fuori delle fasi di riacutizzazione, ma in modo meno rigoroso. L’alimentazione deve essere frazionata in 5-6 pasti al giorno.
8. Qual è la differenza tra la colecistite e la colestasi?
Sono due condizioni diverse. La colecistite è caratterizzata da un’infiammazione della parete della colecisti. La colestasi, invece, consiste in un ristagno della bile, ossia in un’alterazione del suo deflusso dal fegato. Il ristagno della bile (colestasi) può essere una delle cause dell’infiammazione (colecistite), ma le due condizioni non sono la stessa cosa.
9. Esiste una prevenzione della colecistite?
Sì, la prevenzione mira a evitare la formazione di calcoli nella colecisti. Essa prevede un’alimentazione equilibrata, con un ridotto consumo di grassi e un maggiore apporto di fibre, il mantenimento di un peso corporeo sano, la pratica regolare di attività fisica e un adeguato consumo di liquidi.
10. Quali sono le caratteristiche della colecistite nei bambini?
La colecistite nei bambini si verifica raramente e, nella maggior parte dei casi, è alitiasica. Può manifestarsi come complicanza di infezioni gravi, come la scarlattina o la sepsi, o di malattie sistemiche. I sintomi sono simili a quelli osservati negli adulti e il trattamento prevede una terapia antibiotica e, se necessario, un intervento chirurgico.
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