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Il liquido cerebrospinale assolve a tre funzioni critiche: Innanzitutto, funziona come un ammortizzatore idrodinamico ideale.
Il cervello galleggia letteralmente al suo interno, perdendo parte del proprio peso, il che protegge il delicato tessuto nervoso dalla compressione contro le ossa del cranio durante i movimenti e gli urti. In secondo luogo, il liquido cerebrospinale trasporta sostanze nutritive ai neuroni. In terzo luogo, rimuove e trasporta continuamente prodotti metabolici tossici nel sistema venoso, agendo come un sistema di pulizia. In traumatologia, lo stato del liquido cerebrospinale serve come un indicatore diagnostico critico. In caso di lesioni cerebrali e emorragie subaracnoidee, il liquido cerebrospinale si colora di sangue, aspetto individuabile mediante puntura lombare.
Interruzioni nella normale circolazione di questo fluido portano a gravi complicazioni. Se, in seguito a un trauma, coaguli di sangue ostruiscono le vie di deflusso, il liquido cerebrospinale continuamente prodotto inizia ad accumularsi e a comprimere il cervello dall’interno, causando idrocefalia.
L’accumulo del liquido cerebrospinale nello spazio subdurale porta alla formazione di igromi subdurali che richiedono drenaggio chirurgico. Se, dopo un trauma, coaguli di sangue bloccano le vie di deflusso, il continuativo accumulo del liquido cerebrospinale inizia a espandersi e a comprimere il cervello dall’interno, causando idrocefalia. Inoltre, l’accumulo di liquido cerebrospinale nello spazio subdurale porta alla formazione di igromi subdurali, che richiedono il drenaggio chirurgico.
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