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Il meccanismo della PCR simula il naturale processo di duplicazione del DNA di una cellula vivente, ma avviene in provetta (in un termociclatore). Il processo consiste in cicli termici ripetuti:
In un singolo ciclo, la quantità di DNA virale raddoppia. Dopo 30–40 cicli, da una singola molecola virale si ottengono miliardi di copie esatte, facilmente rilevate dal sistema ottico laser dello strumento.
Se il virus è a RNA (come il rotavirus o i coronavirus), il processo è preceduto da una fase di trascrizione inversa, ossia di conversione dell’RNA in DNA (RT-PCR).
La PCR rappresenta il gold standard per la diagnosi delle infezioni acute. A differenza dei test anticorpali, la PCR rileva non la reazione dell’organismo alla malattia, bensì l’agente patogeno stesso.
Il rilevamento dell’agente patogeno mediante PCR (risultato positivo) costituisce una prova di infezione attiva in presenza dei sintomi corrispondenti o di viremia. Il metodo è indispensabile nei seguenti casi:
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