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Embolizzazione

Conosciuto anche come: Occlusione endovascolare, Embolizzazione endovascolare

L’embolizzazione è una procedura endovascolare mininvasiva che consiste nella occlusione intenzionale (окклюзии) di un vaso sanguigno mediante l’introduzione nel suo lume di materiali speciali, detti emboli.

La procedura viene eseguita sotto controllo radiografico, nella maggior parte dei casi tramite angiografia. L’obiettivo principale dell’embolizzazione è interrompere o ridurre significativamente il flusso sanguigno in un determinato segmento del sistema vascolare per fermare un’emorragia o interrompere l’afflusso di sangue a una formazione patologica (ad esempio, un tumore).

Metodologia e materiali

L’accesso al vaso bersaglio avviene tramite una piccola puntura, generalmente nell’arteria femorale o radiale. Attraverso questa puntura, viene introdotto un catetere sottile che, sotto controllo radiologico, è avanzato fino al punto desiderato. Dopo un posizionamento preciso del catetere, vengono introdotti materiali embolizzanti.

La scelta del materiale dipende dall’obiettivo, dalla dimensione e dalla posizione del vaso:

  • Spirali. Spirali metalliche (spesso in platino) che, una volta inserite nel vaso, si attorcigliano e formano un trombo che blocca il flusso sanguigno.
  • Microsfere (particelle). Piccole sfere di polimeri sintetici che occludono le piccole arterie; spesso utilizzate nell’embolizzazione dei tumori.
  • Agenti embolizzanti liquidi. Composizioni adesive speciali o polimeri, introdotti in forma liquida e che solidificano all’interno del vaso creando un’occlusione robusta.

Rilevanza clinica

L’embolizzazione è un’importante alternativa alla tradizionale chirurgia aperta e ha un ampio spettro di applicazioni nei vari campi della medicina.

Principali campi di applicazione:

  • Neurochirurgia. Per escludere dal circolo aneurismi dei vasi cerebrali e malformazioni arterovenose, prevenendo così la loro rottura.
  • Oncologia. Per interrompere l’apporto sanguigno ai tumori (ad esempio, miomi uterini, alcuni tumori epatici), il che porta alla loro riduzione. Spesso combinata con l’introduzione di chemioterapici (chemoembolizzazione).
  • Medicina d’emergenza. Per l’interruzione rapida di gravi emorragie interne (gastrointestinali, post-traumatiche, post-partum).

La procedura consente di evitare grandi incisioni, riduce la durata dell’ospedalizzazione e accelera il recupero. Tuttavia, comporta rischi come l’occlusione involontaria di vasi sani (embolizzazione non mirata) e lo sviluppo della sindrome postembolizzazione (dolore, febbre).

Menzionato in

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