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La teoria moderna della patogenesi suggerisce l’invaginazione di focolai endometriosici corticali superficiali all’interno del tessuto ovarico. L’epitelio di rivestimento della parete della cisti è istologicamente identico alla mucosa uterina: ha recettori per gli ormoni e mestrua all’interno della cavità chiusa. Il sangue accumulato non ha via d’uscita, subisce emolisi e ispessimento. L’emoglobina si trasforma in emosiderina, conferendo al contenuto un aspetto caratteristico di ‘cioccolato liquido’ o catrame.
Gli endometriomi esercitano un marcato effetto negativo sul potenziale riproduttivo: comprimono meccanicamente il tessuto ovarico sano, causando ischemia e fibrosi, mentre il contenuto tossico della cisti (ferro libero, citochine) danneggia gli ovociti nei follicoli adiacenti (diminuzione della riserva ovarica e dei livelli di AMH). La rottura della cisti porta a peritonite chimica e dolore acuto.
Lo standard d’oro per il trattamento è la cistectomia laparoscopica (esfoliazione della capsula), che deve essere eseguita con precisione per preservare l’apparato follicolare.
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