Biopsia cutanea in dermatologia: classificazione, tecnica di esecuzione e rilevanza diagnostica
Shubenok P.Dermatologo, MD
9 minuti di lettura·Gennaio 29, 2026
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La biopsia cutanea è una procedura diagnostica invasiva che consiste nell’asportazione di un frammento di pelle (epidermide, derma e, se necessario, tessuto adiposo sottocutaneo) per un’analisi morfologica successiva. Questo metodo garantisce un’elevata efficacia diagnostica e, in casi particolari, è l’unico modo per verificare la malattia.
L’analisi microscopica del campione prelevato consente di ottenere informazioni precise sulla struttura cellulare e tissutale del materiale, sulla presenza di un processo patologico, sulla natura del tumore e sul grado di alterazione del tessuto. In pratica, tale approccio permette di identificare le patologie in una fase precoce, consentendo la prevenzione dello sviluppo di molte complicanze gravi.
Animazione 3D – Esecuzione della biopsia cutanea
Origini e sviluppo del metodo
La prima descrizione della procedura risale al XIX secolo, quando l’esame microscopico dei tessuti veniva utilizzato per confermare le diagnosi cliniche.
Nel XX secolo, l’unificazione delle metodiche di esecuzione della biopsia ha notevolmente semplificato e accelerato il prelievo dei campioni. Le tecniche diagnostiche attuali, inclusi esami istologici e test genetici molecolari modernizzati, consentono di ottenere dati diagnostici ad alta precisione e con minima traumatizzazione.
Obiettivi della biopsia cutanea
Verificazione della diagnosi: conferma o precisazione della diagnosi clinica.
Differenziazione: diagnosi differenziale delle dermatosi.
Screening oncologico: individuazione dei processi maligni e precancerosi.
Stadi: valutazione dell’attività e dello stadio della malattia.
Controllo: monitoraggio dell’efficacia del trattamento.
Classificazione
Nella pratica dermatologica moderna, esistono vari approcci per la classificazione della procedura.
Secondo il volume di tessuto asportato
Biopsia cutanea escissionale: asportazione completa della neoformazione con rimozione della porzione di cute sana.
Biopsia cutanea incisionale: asportazione della neoformazione all’interno del focolaio patologico.
Secondo il tipo di prelievo bioptico
Biopsia punch;
Biopsia shave (scarificazione, rasoio);
Biopsia con trapano;
Biopsia a cono.
Tecnica di esecuzione e indicazioni per i principali tipi di biopsia
La biopsia cutanea non richiede una preparazione specifica e la sua durata media è di circa 15-20 minuti. La procedura viene eseguita in una sala di trattamento o in una sala operatoria. Prima di procedere con il prelievo del materiale, il medico esegue un’anestesia locale e disinfetta la pelle con un antisettico, dopodiché effettua il prelievo bioptico utilizzando varie tecniche in base al tipo e alla localizzazione della neoformazione.
Trattamento della pelle con antisettico
Anestesia locale
La profondità della biopsia dipende dagli obiettivi dell’analisi istologica e dalle caratteristiche della lesione patologica. In caso di processi infiammatori superficiali viene prelevato il tessuto del derma, mentre nelle lesioni infiltrative profonde la biopsia deve includere anche il tessuto adiposo sottocutaneo.
Biopsia punch
Rotazione del punch per biopsia
Prelievo e asportazione del campione bioptico
Per eseguire la procedura si utilizza un punch monouso per biopsia, posizionato perpendicolarmente alla superficie cutanea e ruotato fino a raggiungere il tessuto adiposo sottocutaneo. Il cilindro di tessuto ottenuto viene catturato con una pinza e tagliato alla base con una forbice o un bisturi. Se necessario, si procede con una o due suture discontinue, seguite dall’applicazione di una fasciatura sterile.
La biopsia punch viene utilizzata per la diagnosi delle lesioni infiammatorie e non tumorali della pelle, nonché delle vasculiti. La tecnica in questione permette di ottenere dei campioni di tutti gli strati della cute con minima traumatizzazione dei tessuti.
Biopsia shave (scarificazione, rasoio)
Asportazione della neoformazione con una lama speciale
La neoformazione viene rimossa con un taglio parallelo alla superficie cutanea utilizzando strumenti dedicati come un rasoio o una lama monouso. Il campione viene prelevato dalla superficie cutanea, senza coinvolgere gli strati profondi del derma. Di solito non è necessaria la sutura; la ferita viene chiusa con una fasciatura sterile.
Questa tecnica viene utilizzata soprattutto per studiare le lesioni peduncolate, le papule e le altre neoformazioni sollevate, la cheratosi seborroica e le verruche. Per la maggior parte delle malattie infiammatorie, tale tecnica di biopsia non risulta informativa.
Biopsia cutanea escissionale
Larga escissione della neoformazione con un bisturi
Dopo il trattamento asettico e l’anestesia locale, si esegue un’incisione ellittica con il bisturi, mantenendo i margini della lesione patologica entro i limiti del tessuto sano. La lesione viene asportata per l’intero spessore della cute, compreso il tessuto adiposo sottocutaneo. Una volta raggiunta l’emostasi, la ferita viene chiusa con punti di sutura nodulari e intracutanei e viene applicata una fasciatura sterile.
La biopsia escissionale trova indicazione in caso di sospetto di neoformazioni cutanee maligne e benigne, inclusi papillomi, verruche, cheratomi seborroici e actinici, granulomi piogenici, rinofima, nonché per l’eliminazione di cicatrici ipertrofiche o di quelle che presentano disturbi estetici.
Trattamento e spedizione del materiale bioptico
Inserimento del campione nella soluzione di fissaggio
Analisi istologica del campione
Il campione prelevato viene immediatamente inserito nel fissatore, generalmente una soluzione di formalina neutra al 10%. Il materiale bioptico deve essere accompagnato da informazioni cliniche relative alla localizzazione della lesione, alla durata della malattia e alla diagnosi sospetta, il che aumenta significativamente l’accuratezza della conclusione patomorfologica.
In base all’obiettivo clinico, il campione può essere spedito a:
esame istologico;
analisi immunoistochimica;
immunofluorescenza diretta e indiretta;
studi genetico-molecolari.
Indicazioni alla procedura:
sospetto di neoformazioni cutanee maligne;
dermatosi infiammatorie di eziologia sconosciuta;
malattie cutanee bollose e autoimmuni;
ulcere croniche e infiltrati;
malattie cutanee infettive a decorso atipico.
Controindicazioni
Disturbi gravi della coagulazione del sangue;
Processi suppurativi acuti nel sito di biopsia;
Condizioni generali gravi del paziente.
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Complicanze e limiti del metodo
Le complicanze dopo la biopsia sono estremamente rare. La complicanza più frequente è il dolore, mentre le emorragie, la formazione di cicatrici cheloidee e le complicanze infettive sono meno frequenti.
Nonostante il suo elevato valore diagnostico, la biopsia cutanea presenta dei limiti e richiede un’alta specializzazione medica. Una scelta errata del metodo o della profondità di prelievo del tessuto può portare all’ottenimento di materiale non informativo.
FAQ
1. Che cos’è la biopsia cutanea e perché viene eseguita?
È una procedura diagnostica invasiva che prevede il prelievo di un frammento di pelle (epidermide, derma o tessuto adiposo sottocutaneo) per un’analisi morfologica successiva. Questa procedura è necessaria quando l’esame visivo non è sufficiente per stabilire una diagnosi definitiva, soprattutto in caso di sospetto di processi maligni e precancerosi, ma anche nelle dermatosi di eziologia sconosciuta.
2. La biopsia è dolorosa?
La procedura viene eseguita con l’anestesia locale, pertanto il processo di prelievo del tessuto cutaneo risulta praticamente indolore. Il paziente può avvertire una leggera puntura al momento dell’iniezione dell’anestetico. Quando l’effetto dell’anestetico termina, possono manifestarsi un lieve disagio o un dolore moderato nella zona della ferita.
3. Come si esegue la biopsia cutanea?
La procedura viene eseguita dopo la disinfezione della pelle e l’anestesia locale. Il metodo di prelievo dipende dall’obiettivo clinico: il medico può utilizzare uno strumento rotante dedicato per la biopsia punch, una lametta per la biopsia shave o un bisturi per la biopsia escissionale.
4. Per quale ragione viene prescritta la biopsia nella psoriasi o nella dermatite atopica?
Nonostante le malattie in questione presentino spesso un quadro clinico tipico, la biopsia cutanea può essere indicata in caso di decorso atipico. L’analisi permette di eseguire una diagnosi differenziale accurata per distinguere la malattia dalle altre dermatosi e di confermare la diagnosi in caso di dubbi.
5. Quanto dura la procedura e in quanto tempo si ottiene il risultato?
Il prelievo del materiale nello studio del medico dura non più di 15-20 minuti. Il campione bioptico ricevuto viene poi spedito per un’analisi istologica, immunoistochimica o genetico-molecolare. I risultati della conclusione patomorfologica sono elaborati in genere in 5-14 giorni, in base alla complessità dello studio e alla necessità di eseguire analisi supplementari.
6. La biopsia lascia cicatrici?
Il grado di cicatrizzazione dipende dal metodo utilizzato: dopo la biopsia shave, di solito non è necessaria la sutura e rimane solo una piccola macchia. Dopo l’esecuzione della biopsia punch o della biopsia escissionale delle neoformazioni cutanee, invece, vengono applicate delle suture che lasciano una cicatrice lineare sottile che, con il tempo, si schiarisce e diventa meno evidente.
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