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Vegetazioni

Conosciuto anche come: Proliferazione

Il termine “vegetazioni” (dal latino vegetatio, “animazione, crescita”) è un termine patomorfologico comune per indicare le proliferazioni anomale, spesso villose o papillari, che emergono dalla superficie della pelle o delle mucose.

È fondamentale capire che questo termine è solo descrittivo. Il significato specifico, la composizione cellulare e la rilevanza clinica delle vegetazioni variano notevolmente in base alla loro localizzazione e al contesto. Il termine assume un’importanza particolare in cardiologia (nell’endocardite), in dermatologia (nell’infezione da papillomavirus umano) e in otorinolaringoiatria (per le vegetazioni adenoidi).

Vegetazioni in cardiologia (endocardite)

In cardiologia, le vegetazioni sono masse friabili attaccate alle valvole cardiache o all’endocardio che rappresentano un segno principale dell’endocardite infettiva.

  • Composizione: rappresentano un conglomerato di fibrina, piastrine, cellule infiammatorie e colonie di microrganismi.
  • Fisiopatologia: si formano sulla superficie valvolare danneggiata, dove i microrganismi si insediano durante la batteriemia. La matrice fibrino-piastrinica protegge i batteri dal sistema immunitario, mantenendo l’infezione.
  • Rilevanza clinica: rappresentano un pericolo di morte per il rischio di embolia (distacco di un frammento con conseguente ictus o infarto di altri organi) e per la possibile distruzione della valvola, che può determinare un’insufficienza cardiaca acuta. Vengono diagnosticate mediante l’ecocardiografia (ecografia del cuore).

Vegetazioni in dermatovenerologia (verruche anogenitali)

In questo contesto, il termine “vegetazioni” è sinonimo di creste di gallo, ovvero le verruche anogenitali.

  • Eziologia: sono causate da tipi a basso rischio oncogeno del papillomavirus umano(HPV), più spesso dai tipi 6 e 11.
  • Fisiopatologia: il virus provoca una proliferazione eccessiva delle cellule epiteliali che porta alla comparsa di escrescenze papillari di colore incarnato o rosa dall’aspetto simile a quello del cavolfiore.
  • Rilevanza clinica: rappresentano un’infezione comune sessualmente trasmissibile. Si localizzano sulla pelle e sulle mucose degli organi sessuali e nella zona perianale. Non sono una condizione precancerosa, ma causano un disagio fisico e psicologico significativo e necessitano di un trattamento (asportazione).

Vegetazioni in otorinolaringoiatria (adenoidi)

Il termine “vegetazioni adenoidi” (o semplicemente “adenoidi”) si usa per descrivere una tonsilla faringea patologicamente ingrossata (ipertrofica).

  • Eziologia: l’ipertrofia è il risultato di un’infiammazione cronica e di una stimolazione immunitaria. È più frequente nei bambini in età prescolare e scolare.
  • Fisiopatologia: si osserva una proliferazione del tessuto linfoide normale localizzato nel tetto della rinofaringe.
  • Rilevanza clinica: gli adenoidi ingrossati possono ostruire le vie respiratorie nella rinofaringe e le aperture delle tube uditive, causando difficoltà respiratoria nasale, russamento, sindrome delle apnee ostruttive del sonno e otiti medie ricorrenti.

Diagnosi e rilevanza differenziale

L’approccio diagnostico dipende dalla localizzazione. La diagnosi delle vegetazioni cardiache si basa sui risultati dell’ecocardiografia e dell’emocoltura; quella delle vegetazioni anogenitali sull’esame clinico diretto; e quella delle vegetazioni adenoidi sull’endoscopia della rinofaringe. Quindi, nonostante un nome comune che descrive un aspetto fisico simile (proliferazione), le vegetazioni nell’endocardite, nell’infezione da HPV e negli adenoidi rappresentano tre processi patologici distinti, differenti per origine, struttura, cause e conseguenze.

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