Il tinnito (dal latino tinnīre, tinnire) è la percezione del suono (ronzio, frastuono, fruscio o fischio) nelle orecchie o nella testa in assenza di uno stimolo acustico esterno. Il tinnito non è una malattia autonoma, ma rappresenta un sintomo che può accompagnare un ampio spettro di condizioni patologiche.
È un fenomeno molto diffuso che può essere temporaneo o continuo. Si distingue in tinnito soggettivo, quando il suono è percepito esclusivamente dal paziente, e oggettivo, quando è udito anche da altre persone.
Alla base della malattia vi sono diversi meccanismi che ne determinano la forma.
Forme principali di tinnito
Le condizioni associate al tinnito soggettivo sono le seguenti:
Sebbene il tinnito in sé non comporti rischi per la vita, il rumore fastidioso e persistente può ridurre significativamente la qualità della vita del paziente, causando insonnia, ansia, depressione e difficoltà di concentrazione.
L’obiettivo della diagnostica è identificare le cause potenzialmente trattabili e valutare l’impatto del sintomo sul paziente. L’esame diagnostico comprende obbligatoriamente:
Ad oggi, non esiste un farmaco universale in grado di eliminare completamente il tinnito soggettivo. Il trattamento è complesso e finalizzato a ridurre la percezione del tinnito e il fastidio associato. Le principali tecniche di trattamento includono la terapia sonora (l’uso del rumore bianco e degli apparecchi acustici), la terapia cognitivo-comportamentale (modificazione della reazione negativa al rumore) e la terapia di riqualificazione dell’acufene (Tinnitus Retraining Therapy, TRT).
L’obiettivo primario è distinguere il tinnito soggettivo dal tinnito oggettivo, più raro ma potenzialmente pericoloso. La natura pulsatile del rumore, che coincide con il battito cardiaco, è un segno d’allarme che richiede un approfondimento diagnostico (angio-TC o angio-RM) per escludere una patologia vascolare. Il tinnito unilaterale, soprattutto in associazione con un’ipoacusia asimmetrica, è un’indicazione assoluta alla risonanza magnetica cerebrale per escludere lo schwannoma vestibolare. In assenza di tali segni d’allarme, la diagnosi si limita alla ricerca di eventuale ipoacusia associata e allo sviluppo di una strategia di adattamento del paziente al proprio sintomo.
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