L’aterosclerosi (dal greco antico ἀθήρα, ateroma, e σκλήρωσις, rigidità) è una malattia cronica delle arterie di tipo elastico ed elastico-muscolare, caratterizzata dalla deposizione e dall’accumulo di lipidi (principalmente colesterolo) nella membrana interna di un vaso. Tale processo conduce alla formazione delle placche aterosclerotiche, le quali restringono il lume del vaso, addensano e deformano la sua parete, riducendo la sua elasticità.
L’aterosclerosi è un processo sistemico alla base della maggior parte delle malattie cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di mortalità nel mondo. È proprio la lesione aterosclerotica nei vasi sanguigni che causa la cardiopatia ischemica, l’infarto miocardico, la maggior parte degli ictus ischemici e le patologie delle arterie periferiche.
Lo sviluppo dell’aterosclerosi è un processo complesso e prolungato che ha inizio con il danneggiamento dello strato interno dell’arteria, l’endotelio. In risposta a tale danno si attiva una cascata di reazioni patologiche.
Principali fattori di rischio:
L’aterosclerosi può progredire per decenni in modo asintomatico. I sintomi compaiono quando la placca riduce il lume arterioso di oltre il 50-70% o in caso di rottura della placca con conseguente trombosi. La sintomatologia dipende completamente dal territorio vascolare interessato.
La lotta contro l’aterosclerosi si basa sulla prevenzione e sull’intervento sui fattori di rischio modificabili: controllo della pressione arteriosa e dei livelli di glucosio nel sangue, cessazione del fumo, dieta a basso contenuto di grassi animali e attività fisica regolare. Il gold standard della terapia farmacologica è rappresentato dalle statine, farmaci che riducono i livelli di colesterolo nel sangue e stabilizzano le placche aterosclerotiche, riducendo il rischio di rottura. Per la prevenzione delle complicanze trombotiche, vengono ampiamente utilizzati gli antiaggreganti (aspirina). Nei casi di stenosi critiche, si ricorre alle procedure invasive: l’angioplastica con palloncino e il posizionamento di stent, o gli interventi chirurgici aperti (bypass aorto-coronarico o endoarterectomia carotidea).
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